giovedì 8 ottobre 2009

INTRECCIO? CASUALITA'? O ALTRO? 1 PARTE

Federico come annunciato qualche giorno addietro, mi accingo a scrivere di atti che riguardano il Comune di Gallicano.
Inizio questa sorta di cronistoria partendo da un atto, (che è stato discusso nell’ultimo consiglio comunale in materia di riconoscimento di debito fuori bilancio) che è relativo ad una sentenza di condanna della Corte di Appello di Roma, nei confronti del Comune di Gallicano nel Lazio e a favore di un nostro concittadino.
Ebbene il nostro Comune è stato condannato a pagare la “modica” cifra di circa € 90.000.
Senza che aggiungo che questi soldi essendo inseriti nel bilancio comunale ci riguardano tutti come comunità Gallicanese.
Ma il punto che ora intendo affrontare non è quello relativo agli espropri, rivalutazioni, Ici, (anche se estremamente interessante ma leggibile in una prossima uscita) ma quello che riguarda l’iter di questo procedimento legale che ha portato alla condanna del Comune.
Il Comune di Gallicano a differenza di quanti credono il contrario, (se ce ne fosse bisogno ho tutte le sentenze al riguardo) spesso e volentieri non si costituisce in giudizio; come, perché, e quando decidere se costituirsi o meno, è una competenza e conoscenza che non ci è propria, ma dalla lettura degli atti si evince con drammatica chiarezza che, contro alcuni cittadini il Comune non si costituisce, mentre con altri si.
E nel caso in questione ha inteso procedere con il costituirsi.
Il nostro concittadino, ed è un suo legittimo diritto, ha ritenuto affidarsi per la sua difesa, presso uno studio legale di Civitavecchia che a sua volta ha eletto domicilio presso un altro studio legale di Roma.
Il Comune di Gallicano, ha nominato come proprio difensore un nuovo legale rispetto a quelli che precedentemente avevano difeso la nostra amministrazione.
Dicevo prima, ha nominato un nuovo difensore bravo, preparato e che fa parte di uno studio legale prestigioso della capitale. Giusto!
Solo così si può rispondere al meglio ad un avvocato preparato della controparte; occorre schierare a propria difesa, del proprio bilancio e della comunità un altrettanto avvocato preparato.
Questo e quello che credo abbiano pensato giustamente i nostri amministratori locali, nel momento in cui hanno affidato l’incarico legale.
Ma soprattutto occorreva tutelare al meglio chi quell’operazione di esproprio l’aveva iniziata e che corrisponde ad un ex sindaco, ora anch’egli assessore.
Ma quale è la cosa strana, allora?
Qualcuno potrebbe obiettare che l’atteggiamento perseguito dall’amministrazione comunale è stato giusto, legittimo e limpido; ovvero ha cercato di difendere in tutte le sedi un proprio amministratore per scelte adottate nel passato e per la quale l’amministrazione comunale era già stata condannata.
Ma la domanda che mi pongo e che se volete, vi pongo: ma se si sapeva che la causa era indifendibile perché si è scelto di arrivare comunque in Corte d’Appello e non si è tentata la strada della contrattazione extragiudiziale al fine di risparmiare anche un solo euro?
Di certo l’amministrazione comunale, e quindi tutti noi, avrebbe pagato di meno e la Corte dei Conti, forse, si sarebbe rifatta per una cifra inferiore nei confronti di qualche amministratore, a meno che?
Ma vado avanti nella disamina del rapporto legale legato alla condanna del Comune.
Io non so, che tipo di rapporti esistono se esistono, tra lo studio legale prestigioso di cui fa parte il difensore del comune di Gallicano e lo studio legale, non meno prestigioso, di cui fa parte un nostro assessore comunale; così come non so, se esistono analoghi rapporti tra i tre studi professionali, compreso quello a cui si è rivolto il nostro concittadino gallicanese, ma su un’altra cosa che mi ha fatto riflettere e che ha scatenato la mia curiosità.
Ed è questa.
Anche un fratello del nostro concittadino di cui scrivevo prima e che è risultato vincitore della vertenza legale, ha avuto in essere una causa legale contro il Comune di Gallicano.
Ma a differenza del fratello e pensando di fare cosa più giusta, non intese avvalersi dello studio di Civitavecchia per poi eleggere domicilio in uno studio legale di Roma, ma rivolgersi direttamente ad uno studio legale di Roma.
E poi, a dimostrazione che il mondo talvolta è piccolo, forse senza saperlo, finì per affidarsi ad un legale facente parte dello studio legale di cui fa parte anche il nostro assessore, nonché parente. Nulla di male ci mancherebbe, nulla di perseguibile, ma solo coincidenza.
Coincidenza che di fatto porta uno studio legale di cui si fa parte come legale, ad un procedimento in cui ci si deve difendere come assessore; E non è male se poi le due persone sono riconducibili ad un’unica persona.
Chissà per restare in tema della seconda vertenza se, il giorno fissato per l’udienza il nostro concittadino (fratello del vincitore) quando ha visto che il Comune di Gallicano nonostante fosse stato intimato non si presentò all’udienza, se avrà pensato: “E fatta! Il Comune non si è presentato quindi ho vinto!”
Come dargli torto se ha pensato così davvero, quel 22 gennaio 2009.
Ebbene nonostante ciò, nonostante il Comune non si sia presentato, nonostante il nostro concittadino si sia fatto difendere da un legale dello stesso studio di cui fa parte il parente assessore, perse la causa finendo condannato e vedendosi bocciato il proprio ricorso.
Che strana la vita! In una causa il Comune si presenta, nomina un difensore, perde la causa e deve pagare pure l’onorario del proprio legale.
Nell’altra causa pur non presentandosi ne costituirsi riesce a vincere e paradossalmente non ha alcunché da pagare alcuna parcella al proprio difensore.
E allora anche se non verrà accolto, mi sento comunque di rivolgere un consiglio ai nostri amministratori:
ma non ritenete che sia più convenevole per le cause future, che il Comune non si costituisca e ne nomini alcun difensore se così si riesce a vincere più cause legali possibili?
La mia sensazione finale?
Che di questa storia si interesserà la Corte dei Conti e che qualcuno dell’amministrazione comunale sarà condannato a rimborsare decine e decine di migliaia di euro come condanna per il danno economico subìto dal Comune a causa dell’atteggiamento perseguito!
A meno che non era proprio questo lo scopo che qualcuno voleva raggiungere.
Amiche ed amici lettori, arrivederci alla prossima puntata che verterà sempre su discorsi legali, parentele, omonimie e quant’altro.
Buona giornata da Franco Cerquetani

lunedì 5 ottobre 2009

GALLICANO? CAPUT MUNDI .........

Caro Federico,
permettimi di utilizzare il tuo blog per annunciare l'uscita (molto prossima) di un post che, credo, possa permettere a tutti coloro che lo vorranno, di comprendere un pò meglio il "Pianeta Gallicano" e alcuni tra i suoi abitanti.
Così come accade per i "lanci" degli scoop, voglio anch'io giocare un pochino a "lanciare" un acconto di quello che tratterò.
Il post toccherà vari punti come per esempio:
esami d'abilitazione;
studi legali di Roma;
legali difesa e accusa;
Tar, doppi incarichi istituzionali, doppi e triplici collegamenti;
Amministratori comunali di prestigio, loro collaboratori, familiari e amici.
Colleghi" universitari;
Tenuta di Passerano con dirigenti amministratori locali e non.
Centrali biogas da 1 o da 8 MW?
E poi altre chicche!
Federico, lettori del blog, vi prego di pazientare qualche giorno ma, credetemi, non per tenervi sulle spine ma solo e perchè la documentazione da mettere in ordine è molta.
Non credo, almeno lo spero, che siano stati commessi reati, ma questo si che è "anomalo" è scoprire che GALLICANO con tutto questo "intreccio" di nomi, di città, di vie e quant'altro sia divenuta senza saperlo la nuova CAPUT MUNDI!!!!
Grazie Federico e un arrivederci a molto presto.
Franco Cerquetani

mercoledì 30 settembre 2009

A PROPOSITO DI PASSERANO.....

Per chi fosse interessato a lato trovate il link di collegamento con il Bollettino Ufficiale della Regione Campania, in cui vi è riportato l'approvazione Piano di sviluppo della Tenuta Agropatrimoniale "Passerano" sita nel Comune di Gallicano nel Lazio.

venerdì 11 settembre 2009

RISPOSTA DEL VICE PRESIDENTE REGIONALE DELLA CAMPANIA RONGHI, ALL'INTERVISTA DEL SINDACO SORDI APPARSA IERI SUL QUOTIDIANO CINQUEGIORNI

Ansa 12:41 11-09-09
CAMPANIA: RONGHI, FARE LUCE SU UTILIZZO TERRENI NEL LAZIO
(ANSA) - NAPOLI, 11 SET - ''Non comprendo il nervosismo del
sindaco di Gallicano sulla vicenda del terreni in localita'
'Grotte del Diavolo' di proprieta' della Regione Campania
utilizzati dal suo comune per un insediamento Pip, dato che lo
stesso sindaco ritiene di aver agito correttamente''.
E' quanto afferma il consigliere regionale del MpA Salvatore
Ronghi, vice presidente del Consiglio regionale della Campania.
''Sulla vicenda ho presentato un esposto alla magistratura e
alla guardia di finanza affinche' facciano chiarezza sulla
vicenda - ha evidenziato Ronghi - e, a seguito della mia
iniziativa, anche l'assessorato regionale al patrimonio della
Regione Campania si sta attivando per verificare la questione,
tanto che l'asessore Forlenza ha reso noto di aver dato mandato
all'avvocatura regionale per tutelare la Regione Campania''.
''Come e' noto a seguito delle mie battaglie, il mio obiettivo -
prosegue Ronghi - e' quello di garantire che tutti i beni
dell'eredita' Quintieri, inclusi i lotti di terreno ubicati del
Lazio, vengano effettivamente destinati alla causa dei ragazzi
non vedenti del Colosimo e che non vengano ne' usurpati ne'
distratti per altri scopi''.
''Per questo attendo con fiducia le valutazioni della
magistratura e gli esiti degli accertamenti e delle azioni
legali della Regione Campania - conclude Ronghi - e credo che il
sindaco di Gallicano dovrebbe fare altrettanto ed evitare di
avventurarsi sul terreno dei facili giudizi: se un giorno,
qualora ne avessi bisogno, decidero' di prendere lezioni di
buona amministrazione, certamente non mi rivolgero' a lui''.
(ANSA).
COM-TOR/BOM
11-SET-09 12:41 NNNN

mercoledì 9 settembre 2009

A NAPOLI SI PARLA DI GALLICANO! LE PROCURE DI NAPOLI, ROMA E LA GdF DI FRASCATI DOVRANNO INDAGARE E NON DI CERTO PER LA NOSTRA SAGRA DEL CIAMBELLONE!!

Dal quotidiano "Roma" di Napoli uscito oggi 09.09.2009
Titolo : Colosimo, sui beni le mani del Lazio
di Mario Pepe

NAPOLI. I beni del Colosimo finiscono di nuovo al centro delle polemiche.
E la denuncia arriva ancora una volta dal vicepresidente del consiglio regionale Salvatore Ronghi. «La Regione Lazio e il comune di Gallicano, in provincia di Roma, stanno scippando i terreni di proprietà della Campania senza che la nostra Regione faccia alcunché per difendere il proprio territorio», denuncia l’esponente dell’Mpa che, a tal proposito, ha inoltrato un’interrogazione all’assessore al Demanio Oberdan Forlenza «Da oltre un mese – spiega - ho denunciato che, in maniera arbitraria e illegittima, la Regione Lazio e il Comune di Gallicano si sono appropriati del territorio campano, in località Grotte del Diavolo, nella tenuta di Passerano, per avviare insediamenti produttivi, e, ancor più grave, che queste proprietà fanno parte della famosa eredità dei Quintieri e che dovrebbero essere destinate solo ed esclusivamente a beneficio dei non vedenti dell’Istituto Colosimo». Tra l’altro, sembra che ieri sia apparso sul sito dell’amministrazione
Comunale laziale il bando per l’assegnazione ai privati dei terreni di proprietà della Regione Campania. Per questo motivo, Ronghi ha presentato una denuncia alle procure della Repubblica di Napoli e Roma e alla Guardia di Finanza
di Frascati. Ma la tenuta di Gallicano sarebbe ormai da tempo soggetta a tentativi di acquisizione, condotti progressivamente e per “piccoli pezzi”. Oltre al bando del Comune di Gallicano, che su 36 ettari vorrebbe impiantare
un insediamento produttivo (ed in tal senso avrebbe già ricevuto un primo benestare della Regione Lazio), gira voce che
la Provincia di Roma avrebbe pensato di costruire, su una parte del terreno, un impianto a biomasse per il compostaggio sfruttando anche il letame degli animali della tenuta. Particolare curioso: la Regione Campania, sempre secondo voci provenienti dal Lazio, avrebbe, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale laziale, inoltrato la chiarazione d’intenti per ottenere contributi per la costruzione di un piccolo impianto, sempre a biomasse. E la proprietà di Gallicano, all’inizio di luglio, era tornata al centro delle cronache per la scoperta, di un aeroporto privato su un terreno concesso in fitto alla Aviocaipoli: l’impegno era quello di costruire un’aviosuperficie per il volo a vela, di fatto è nato un piccolo scalo privato. Ne è nato un contenzioso ancora in atto proprio per la scoperta di queste infrastrutture non previste dal contratto di locazione dopo che l’assessore competente, Oberdan Forlenza, aveva informato il presidente della Sauie (la società che gestisce il patrimonio immobiliare regionale), Uberto Siola.

E l’eredità Quintieri torna al centro delle polemiche

martedì 8 settembre 2009

PRESENTATE DENUNCE CONTRO IL COMUNE DI GALLICANO (PASSERANO)

08/09/2009, ore 16:24
Ronghi: "Regione Lazio sottrae territorio a Campania"
di: Redazione
“La Regione Lazio e il Comune di Gallicano della provincia di Roma stanno ‘scippando’ i terreni di proprietà della Campania senza che la nostra Regione faccia alcunché per difendere il proprio territorio”.

E’ quanto afferma il consigliere regionale del MpA Salvatore Ronghi.
“Da oltre un mese, con una mia interrogazione, ho denunciato che, in maniera arbitraria e illegittima, la Regione Lazio e il Comune di Gallicano si sono appropriati del territorio campano, ubicato in località ‘Grotte del Diavolo’, per avviare insediamenti produttivi, e, ancor più grave, che queste proprietà fanno parte della famosa eredità dei Quintieri e che dovrebbero essere destinate solo ed esclusivamente a beneficio dei non vedenti dell’istituto Colosimo” – aggiunge Ronghi, che chiede conto dell’operato della Sauie, che gestisce i beni immobili della Regione, del suo nuovo presidente e dello stesso assessore regionale Oberdan Forlenza.
“La questione è urgente – aggiunge Ronghi – perché proprio stamani sul sito del comune di Gallicano è stato addirittura pubblicato il bando per l’assegnazione ai privati dei terreni di proprietà della Regione Campania”.
Il vice presidente del Consiglio regionale ha, inoltre, reso di aver presentato una denuncia alle Procure della Repubblica di Napoli e Roma e alla Guardia di Finanzia di Frascati “affinchè si indaghino su questi gravi episodi”.

sabato 5 settembre 2009

LA MITICA GUARDIA DI FINANZA....

Eco-News

Colleferro: la discarica pagata e mai realizzata

Fondi al consorzio Gaia per una discarica mai realizzata a Colleferro. «Sulle carte è edificata, ma non esiste»
Per ottenere in prestito quella cifra - 100 milioni di euro dell’Erario - ben che vada ci vuole almeno un mese. Stavolta invece la somma è giunta, in diverse tranche, con istruttorie chiuse anche «in una settimana, con istanza depositata il 23 dicembre, compresi Natale, Santo Stefano e Capodanno. Mi sono recato personalmente alla Cassa depositi e prestiti perché non credevo ai finanzieri che mi dicevano che la liquidazione fosse avvenuta in sette giorni e lì mi hanno dato conferma». Soldi pubblici in gran parte spariti nel nulla, scomparsi, per una cifra superiore ai 30 milioni di euro, nella costruzione di una discarica ai Castelli che dalle carte «risulta già in opera e completamente edificata» ma che «non esiste, non esiste neanche il progetto. Non esiste assolutamente niente».E se del denaro volatilizzato non ci sono neppure le carte chieste a garanzia, «è stato per una svista», hanno spiegato imbarazzati alla Guardia di Finanza. Con un tono che appare ancora incredulo lo racconta Giuseppe Travaglini, pubblico ministero del Tribunale di Velletri, alla commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, durante un’audizione recentissima, l’ultima che chiude l’approfondimento sul Lazio.
Si sta parlando dell’indagine per bancarotta fraudolenta del consorzio Gaia di Colleferro che, per conto di 47 comuni dell’hinterland romano, gestisce uno dei termovalorizzatori più importanti della regione. Il sostituto (titolare di scottanti inchieste sui reati contro la pubblica amministrazione) fornisce dati inediti, dettagliati in un rapporto inoltrato alla Corte dei Conti. I nuovi accertamenti contabili potrebbero ruotare attorno a quel che sillaba il pm riguardo la «creazione di una seconda discarica a Colleferro, che a ben vedere forse neanche serviva, visto che ne era stata inaugurata una nuova a Colle Fagiolara. Di fatto, un problema di giacenze di rifiuti non si è mai posto».Ad ascoltare il magistrato sono i parlamentari della commissione presieduta da Gaetano Pecorella che ha avviato l’indagine sul Lazio, dopo le polemiche sull’inadeguatezza di Malagrotta e le tante inchieste sullo smaltimento di rifiuti tossici. Come a Gomorra. Entro fine settembre Antonio Rugghia, deputato Pd, e Candido De Angelis, senatore Pdl, ex sindaci di Ciampino e Anzio, firmeranno la relazione finale. Un documento riservatissimo che sarà inoltrato all’autorità giudiziaria, visti i «fatti di rilevanza penale». Cosa conterrà, in parte lo dice Travaglini nelle pagine non secretate dell’audizione sul «crac Gaia», con le accuse di truffa, corruzione e peculato indirizzate a vario titolo a dirigenti ed ex dirigenti del consorzio divenuto spa dopo la decapitazione giudiziaria.
Un fiume di soldi (i 100 milioni di euro) chiesti alla Cassa depositi e prestiti (la banca di Stato che finanzia le opere pubbliche) tramite «mutui di scopo», destinati ai progetti da realizzare. Danaro che dunque «non poteva essere distratto nella sua utilizzazione - spiega il pm - ma che invece è servito a tutto, tranne che allo scopo dichiarato». È il caso, appunto, della discarica di Colleferro, «finanziata per oltre 30 milioni di euro, già in opera e secondo il legale rappresentate costruita nel 2005». Ma che invece, oggi, semplicemente «non esiste».Davanti ai parlamentari allibiti («è uno scenario di una gravità enorme», sbotta De Angelis) Travaglini nota che «non tutti i 100 milioni sono stati distratti: non sappiamo che fine abbia fatto una parte di questo importo, circa 30-40 milioni di euro». Finanziamenti concessi dalla Cassa «senza sincerarsi dell’esistenza di garanzie» che sono «sparite per un disguido», ha spiegato il direttore dell’istituto al pm che lo ha ascoltato «più volte» assieme alle Fiamme Gialle.Per «un’altra svista» alla banca di Stato non si sono accorti che Gaia «è rimasta consorzio un anno più del dovuto (un passaggio in vista del commissariamento governativo, ndr) continuando così con l’erogazione dei finanziamenti (per un totale pari a quelli ottenuti da tutti i consorzi d’Italia) sino all’arresto dell’amministratore delegato Roberto Scaglione, ammanettato pure per lo scandalo laziale delle case Asl da cartolarizzare. Con la prescrizione incombente, Pecorella conclude amaro: «In definitiva si costruisce tutto un processo di cui resta solo l’audizione in commissione: un po’ poco». (Alessandro Fulloni, CorriereDellaSera