venerdì 21 maggio 2010

Inchiesta G8, testimone: mai saputo di illeciti da anemone.

PERUGIA (20 maggio) - È stato sentito dai pm di Perugia e ha escluso di essere stato a conoscenza di attività illecite da parte di Diego Anemone o di altri personaggi uno dei nuovi testimoni individuati nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per i Grandi eventi.

Si tratta di Giuseppe Macchia, che a lungo ha lavorato all'interno del Salaria sport village di Roma, il centro sportivo gestito dal costruttore. A Macchia ha fatto riferimento il tunisino Hidri Fathi, già autista dello stesso Anemone per il quale - è emerso dalle indagini - consegnò denaro in contanti all'architetto Angelo Zampolini.

Quando è stato sentito dagli inquirenti, Fathi ha parlato dell'ex dipendente del Salaria sport village come una delle persone che avrebbero potuto sapere elementi utili per le indagini. Macchia ha però negato di avere saputo qualcosa riguardo alle presunte attività illecite di Anemone.

venerdì 23 aprile 2010

A BREVE CI SARANNO LE VOTAZIONE PER IL RINNOVO DEL CDA DELL'UNIVERSITA AGRARIA DI GALLICANO NEL LAZIO,MA COME AL SOLITO TUTTO TACE!!!!!!

Per secoli la Campagna Romana e i territori limitrofi sono stati feudi delle grandi famiglie romane, prima definite baronali, e poi principesche. All'unificazione italiana uno dei massimi problemi era che dette terre erano molto mal coltivate e con un regime idrico che contribuiva a rendere malsana l'aria della stessa città di Roma. A differenza di altre fasi storiche la politica agraria posta in essere dal governo del Regno d'Italia fu abbastanza equilibrato. Sui vecchi feudi gravavano da tempo immemorabile antichi diritti delle popolazioni locali, inquadrabili negli usi civici, soprattutto di legnatico. Lo scioglimento di una situazione di coesistenza di proprietà piena con diritti reali minori portò ad attribuire agli abitanti stessi un diritto di riscatto, prima pensato in capo ai comuni, considerati come entità amministrativa, e poi attribuito a nuovi soggetti dalla legge Boselli, per i quali era stato riesumato l'antichissimo termine di Università agraria. Anche la successiva legge del 1927 sulla liquidazione degli usi civici sostanzialmente vide mantenute queste forme di proprietà collettive.
Cambiati i tempi ci si è accorti che le vecchie funzioni sociali di assicurare alle popolazioni umili un bisogno primario com'è la legna per riscaldarsi e per cucinare nei focolari, è da tempo cessata, mentre le proprietà collettive di boschi e di altri terreni può svolgere un ruolo fondamentale per la conservazione del territorio ed anche un'importante fonte di reddito per il territorio attraverso una accorta utilizzazione turistica o comunque dello svago.

martedì 30 marzo 2010

L'IMPERATRICE DELLA REGIONE LAZIO RENATA POLVERINI...TUTTO IL RESTO E' NULLA.


29/03/2010.
DOPO SETTIMANE DI ESTENUANTI BATTAGLIE,E NUMEROSI ATTACCHI TRASVERSALI COMANDATI DAL MARESCIALLO BERSANI E ALTRE PERSONE NON MEGLIO IDENTIFICATE
IL GENERALE SILVIO DECIMO MERIODIO(nipote di giulio cesare)SFERRAVA UN'ATTACCO SENZA PRECEDENTI CON LA (legione sesta gallicana)PORTANDO ALLA VITTORIA IN VIA ROSA RAIMONDI L'IMPERATRICE RENATA POLVERINI.

ALEA JACTA EST.

domenica 7 marzo 2010

ZECCHE,TOGLIETEVI DAL NOSTRO CAMMINO IL CENTRODESTRA AVANZA..AVANTI RENATA..

adesso più che mai marceremo diritti verso la conquista della regione lazio,per espletare il nostro dovere.
anche senza la pdl il 28 e 29 marzo 2010 la regione lazio sara espugnata, e tolta al popolo zeccoso di sinistra, che per la burocrazia affossano la democrazia.
avanti renata il popolo del centodestra di roma e provincia è con te.


IL 28 E 29 MARZO 2010 FAI VALERE IL TUO VOTO PER RISTABILIRE LA DEMOCRAZIA NELLA REGIONE LAZIO,VOTA RENATA POLVERINI.

RENATA IO SONO CON TE FORZA E ONORE.

venerdì 5 marzo 2010

EVVIVA IL NOSTRO AMATO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. AVE GIORGIO!!!

IL MIO SENTITO RINGRAZIAMENTO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO, PER AVERE DIMOSTRATO CHE IN ITALIA ESISTE ANCORA UNO STATO DI DIRITTO, A DIFFERENZA DI QUANTO FIN'ORA SOSTENUTO DAL PD E DAGLI ALTRI PARTITI DI CENTRO SINISTRA.
OGGI, E DEVO DIRE PRIMA DELLA FIRMA DEL PRESIDENTE, ERO SICURO CHE IL VENTO STAVA CAMBIANDO! HO LETTO PER LA PRIMA VOLTA UN POST CHIARO, FORTE, E SOPRATTUTTO INCISIVO, DA PARTE DI ANGELO ROSSI.
5 MARZO 2010 UNA DATA DA RICORDARE A LIVELLO NAZIONALE E LOCALE.
IL VENTO E' CAMBIATO E CAMBIERA' ANCHE A GALLICANO!
GRAZIE GIORGIO, GRAZIE ANGELO PER IL VOSTRO CORAGGIO!
AVANTI RENATA, VIA ROSA RAIMONDI GARIBALDI TI ASPETTA E NOI SAREMO CON TE A FESTEGGIARE.
IL POPOLO DI ROMA E PROVINCIA E' CON TE!

lunedì 1 marzo 2010

SO TUTTO MI!!! LA VERA STORIA DI CAIMANO CIARLIERO E CAIMANO SCOPPOLONE!!!







«C'era una volta un caimano ciarliero. Era noto a tutti con il soprannome di SO TUTTO MI e spesso lo si vedeva in giro dalle parti del paese e in ogni luogo, alla ricerca di se stesso.
Al caimano SO TUTTO MI, però non piaceva quel soprannome lì che lo obbligava ogni volta a dimostrare a tutti, tutto il contrario di sé stesso: lui avrebbe preferito farsi chiamare "el Merendero" o "l'inciuciatore".
Passava le giornate a pensare una cosa e poi farne puntualmente un'altra; riusciva con il suo riconosciuto dono di natura a pensare una cosa e scrivere l'opposto.
Tentava spesso di fare cose da lui volute, ma puntualmente ogni qual volta questo avveniva, ecco intervenire immediatamente a fermarlo con un semplice telecomando, il caimano "SCOPPOLONE", CON L'USUALE FRASE: (STUPIDU CHE STAI A FA'?
CAIMANO SCOPPOLONE, ai fini della verità, non era però così cattivo; spesso invitava CAIMANO CIARLIERO a prendere un caffè, rideva e scherza insieme a lui e questo la gente lo sapeva!
La gente, anche se CAIMANO SCOPPOLONE trattava pubblicamente a pesci in faccia CAIMANO CIARLIERO, sapeva che era tutto falso!
Falsità dette per far credere a tutti che non era CAIMANO SCOPPOLONE a prendere le decisioni; falsità dette pur di far credere a tutti che CAIMANO CIARLIERO avesse una sua capacità cerebrale e di comprendonio.
Ma la gente sapeva la verità!


E sapeva che ogni decisione assunta da CAIMANO CIARLIERO non era altro che quanto voleva CAIMANO SCOPPOLONE!


Non abbiamo mai saputo se la gente, per commiserazione o per omertà nei confronti di CAIMANO SCOPPOLONE, faceva credere di dare la giusta considerazione alle parole di CAIMANO CIARLIERO, ma alla luce dei fatti questo era ciò che avveniva.


Alla fine di tutto CAIMANO CIARLIERO ammise tutto il suo amore per CAIMANO SCOPPOLONE e insieme, iniziarono a scorazzare zampa nella zampa, per le vie del paese.


lunedì 15 febbraio 2010

Il PROCURATORE CAPO DI TIVOLI....A PROPOSITO DI CONFRATERNITE

La mafia nelle confraternite
"Il fenomeno sottovalutato, serve maggiore coordinamento tra magistrati". Il capo della procura di Tivoli lancia il sospetto: è il piano alto che santifica la collusione tra boss e potere.

«C'è una sottovalutazione del fenomeno mafioso: a Roma e nel Lazio non è sotto controllo, e fino a quando si continuerà a lavorare singolarmente non ne verremo mai a capo.
Dove indagherei?
Nelle confraternite laiche e religiose: è lì la collusione tra mafie e potere».
Sono bordate. E non vengono da una bocca di fuoco qualsiasi. A lanciarle è il procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy.
La sua carriera è costellata da pezzi rari. Da giovane magistrato ha interrogato il vecchio boss della mafia Frank Coppola detto "Tre dita". Da inquirente ben piazzato ha imbastito la prima grande inchiesta sulla banda della Magliana firmando nell'84 la richiesta di 52 rinvii a giudizio, la prima frana prima del crollo definitivo della joint venture criminale romana.
Procuratore è così grave la situazione?
«I fenomeni vanno visti non singolarmente ma in unico contesto, non possiamo dimenticare quello che è successo ieri per valutare quello che accede oggi».
Che cosa si può fare?
«Smetterla di parlare di emergenza. Si è continuato a minimizzare il contesto criminale e a enfatizzare il singolo fatto».
Proposte?
«Non remiamo contro, uniamoci. Se una parte del potere politico mi dice che non c'è una grande penetrazione criminale, stiamo a perdere tempo».
Insomma, chiede un coordinamento tra procure della regione?
«Ho fatto 16 anni alla Procura nazionale antimafia, ci ho provato come responsabile del coordinamento e non ci sono riuscito».
Della Magliana cos'è rimasto in piedi?
«L'interfaccia finanziario, quelli che gestivano il patrimonio, Enrico Nicoletti ed elementi collegati».
All'inaugurazione dell'anno giudiziario, il procuratore generale ha parlato delle sue zone con toni allarmanti per presenze criminali.
«Nel territorio ci sono 75 comuni. La preoccupazione viene soprattutto da fatto che c'è un insufficiente controllo. Ci sono cinque Compagnie dei carabinieri, con Nuclei investigativi di 5-7 persone massimo, una Compagnia della Guardia di finanza, un Commissariato a Tivoli e non a Guidonia, terza città del Lazio. Datemi almeno un Comando di Gruppo dei carabinieri».
Lei ha interrogato il mafioso Frank Coppola. Oggi chi mettere sotto torchio?
«Il vero interesse, almeno il mio, non è più verso il mondo criminale. La 'ndrangheta è diventata importante quando è entrata nella massoneria. C'erano magistrati, poliziotti, carabinieri, politici che contano, e questo le ha consentito di fare quel passaggio di livello, i boss sono diventati referenti di chi decide gli apppalti. Oggi sarei interessato a fare delle indagini a questo livello, su questo fronte».
Un po' generico. Nomi?
«Lobbies, confraternite segrete, laiche e religiose, legate ai mondi finanziario, bancario e politico. È una realtà molto poco esplorata, non sappiamo cosa c'è dietro e facciamo solo ipotesi. In questi ambienti non sempre chi fa affari sa che il suo socio al Sud spara e ammazza».
Fabio Di Chio
15/02/2010